Copertina CH Media Sviluppo Web: Sito Web Multilingue per Attività in Campania: Quando Ha Senso e Come Farlo

Sito multilingue per attività in Campania: quando ha senso e come farlo

Articolo scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dalla redazione di CH Media, come previsto dal Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), art. 50.

D’estate, a Sorrento o a Castellammare, basta fermarsi in piazza per capire chi sono i clienti: inglesi, americani, tedeschi, francesi. Molti di loro scelgono il ristorante, l’albergo o l’escursione dal telefono, la sera prima. Spesso in inglese.

Se il tuo sito parla solo italiano, per una parte di loro semplicemente non esisti. Ma tradurre un sito non è premere un pulsante, e non sempre conviene.

Quando ha senso

Quando una parte importante dei tuoi clienti è straniera, o potrebbe esserlo. Alberghi, B&B, case vacanza, ristoranti in zone turistiche, escursioni, noleggi, prodotti tipici venduti online all’estero. Se invece lavori quasi solo con clienti del posto, una seconda lingua è un costo che non rientra.

Un modo semplice per capirlo: guarda le statistiche del sito e della scheda Google. Da quali Paesi arrivano le visite? Con quale lingua è impostato il loro telefono? I numeri di solito rispondono da soli.

Quali lingue

Quasi sempre si parte dall’inglese, che copre la maggior parte dei turisti. Poi si aggiungono le lingue dei mercati che pesano davvero per te: tedesco, francese, spagnolo. Meglio una lingua fatta bene che quattro fatte male.

Come si fa bene

Traduzioni curate. La traduzione automatica è un buon punto di partenza, ma va rivista da qualcuno che conosce la lingua. Un menu tradotto male fa sorridere. Una pagina di prenotazione tradotta male fa perdere clienti.

Indirizzi separati per ogni lingua. Ad esempio chmedia.it/en/ per l’inglese. Così Google sa quale versione mostrare a chi.

Le indicazioni per Google. Si chiamano hreflang: dicono a Google che la pagina inglese e quella italiana sono la stessa pagina in due lingue. I plugin seri le impostano da soli.

Non solo testi. Vanno tradotti anche titoli e descrizioni per Google, testi alternativi delle immagini, moduli, email automatiche di conferma. E la scheda Google Business Profile, che può avere descrizioni in più lingue.

Gli errori più comuni

Il traduttore automatico in un widget che traduce al volo: Google non lo vede, quindi non porta visite. Le pagine tradotte a metà, con mezzo testo in italiano. Le bandierine che portano tutte alla home invece che alla stessa pagina nell’altra lingua. E, soprattutto, tradurre una volta e poi dimenticarsi di aggiornare: prezzi e orari diversi tra le lingue creano confusione.

Domande frequenti

Quanto costa aggiungere una lingua?

Dipende da quante pagine ha il sito e da quanto spesso cambiano. Il costo maggiore non è tecnico: sono le traduzioni e il loro aggiornamento nel tempo.

Serve fare SEO anche nelle altre lingue?

Sì. Le parole che usa un turista inglese per cercare un ristorante non sono la traduzione letterale di quelle italiane. Vanno studiate a parte.

Se lavori nel turismo, ne parliamo anche in SEO stagionale per il turismo e in comunicazione per hotel e B&B. Per il resto, la nostra guida alla realizzazione di un sito.

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