Articolo scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dalla redazione di CH Media, come previsto dal Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), art. 50.
Chi ha lavorato in redazione lo sa. La mattina si apre la posta e ci sono trenta comunicati. Se ne leggono due righe ciascuno. Ne sopravvivono tre. Gli altri finiscono nel cestino non perché siano falsi, ma perché sono scritti male, non contengono una notizia, o arrivano alla persona sbagliata.
Scriviamo comunicati da anni, e prima li ricevevamo. Ecco cosa abbiamo imparato.
Prima chiediti: è una notizia?
Una notizia è qualcosa di nuovo, che interessa a qualcuno oltre a te. L’apertura di una sede, un evento aperto al pubblico, un’assunzione importante, un dato curioso sul tuo settore, un progetto con la scuola del quartiere. Il compleanno dell’azienda, da solo, di solito no. Se fatichi a spiegare perché un lettore dovrebbe interessarsene, il giornalista faticherà a pubblicarla.
Il titolo dice tutto
Chi, cosa, dove. In una riga. «Castellammare, apre in via Roma il primo laboratorio di ceramica per bambini» funziona. «Un nuovo inizio all’insegna della creatività» no: non dice niente.
Le prime righe rispondono alle domande
Chi, cosa, quando, dove, perché. Nelle prime cinque righe. Il giornalista deve poter capire la notizia anche se legge solo l’inizio. I dettagli vengono dopo, in ordine di importanza.
Scrivi come un giornalista, non come una brochure
Niente aggettivi pomposi, niente «leader del settore», niente «eccellenza». Fatti, numeri, nomi. Una citazione vera di una persona, con nome e ruolo, che dica qualcosa di più del comunicato. Il giornalista deve poterlo usare quasi così com’è.
Gli allegati giusti
Due o tre foto buone, in alta risoluzione, con la didascalia e il nome dell’autore. Un contatto diretto, con un numero di telefono a cui risponde davvero qualcuno. Il logo, se serve. Niente allegati pesanti che intasano la posta.
A chi e quando mandarlo
Alla persona che si occupa di quell’argomento, non all’indirizzo generico della redazione. Con un oggetto chiaro che riprenda il titolo. Di mattina, nei giorni feriali, con anticipo rispetto all’evento. E una volta sola: i solleciti insistenti non aiutano.
Domande frequenti
Quanto deve essere lungo?
Una pagina, al massimo una e mezza. Se serve di più, c’è una cartella stampa.
Lo pubblico anche sul mio sito?
Sì, in una sezione dedicata. È utile per chi cerca informazioni su di te, giornalisti compresi.
Se preferisci affidarlo a chi lo fa tutti i giorni, leggi ufficio stampa a Castellammare. Sui costi, quanto costa un ufficio stampa.
