Proteggere i dati online nel 2026: guida

Proteggere i dati online nel 2026: le abitudini che fanno la differenza

Articolo scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e rivisto dalla redazione di CH Media, come previsto dal Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), art. 50.

Per anni il consiglio è stato: «Guarda gli errori di grammatica, le truffe si riconoscono così». Oggi non funziona più. I messaggi falsi della banca, del corriere, dell’INPS sono scritti benissimo. A volte meglio di quelli veri. L’intelligenza artificiale ha regalato ai truffatori un italiano perfetto.

Proteggere i propri dati, nel 2026, non è una questione di intuito. È una questione di abitudini.

Non fidarti del messaggio, verifica fuori

La regola d’oro è una sola. Se un messaggio ti chiede di fare qualcosa in fretta, pagare, sbloccare un account, confermare una consegna, non usare i link e i numeri che ti dà. Apri l’app della banca, il sito del corriere, chiama il numero ufficiale che trovi da solo. Se è vero, lo troverai anche lì.

Diffida dell’urgenza. I truffatori la usano sempre, perché chi ha fretta non controlla.

Password: meno memoria, più metodo

Una password diversa per ogni servizio, lunga. Un gestore di password per ricordarle al posto tuo. L’autenticazione a due fattori ovunque sia disponibile: anche se rubano la password, senza il secondo codice non entrano. E ogni tanto fai pulizia: account che non usi più, dispositivi collegati che non riconosci, app che hanno permessi che non servono.

Dispositivi aggiornati e copie di riserva

Gli aggiornamenti del telefono e del computer chiudono falle che i truffatori conoscono. Installali. Fai copie di backup dei documenti e delle foto, separate dal dispositivo principale. E prima di aprire un allegato inatteso, anche da qualcuno che conosci, chiediglielo con un messaggio a parte: gli account vengono rubati e usati per mandare truffe agli amici.

Per chi ha un’azienda, vale doppio

Un dipendente che clicca sul link sbagliato può bloccare l’attività o far partire un bonifico verso il conto di un truffatore. Servono poche regole chiare per tutti: verifica telefonica di ogni cambio di IBAN di un fornitore, password diverse per ogni persona, accessi chiusi quando qualcuno se ne va, un minimo di formazione. E un sito aziendale aggiornato, di cui parliamo in sicurezza del sito per PMI.

Domande frequenti

Ho cliccato su un link sospetto, cosa faccio?

Cambia subito la password di quel servizio e di quelli che usano la stessa, avvisa la banca se hai inserito dati di pagamento, controlla gli accessi recenti.

Gli SMS della banca sono affidabili?

Quelli con codici che hai chiesto tu sì. Quelli che ti chiedono di cliccare o richiamare un numero, no: verifica sempre dall’app.

Se sei curioso di come l’intelligenza artificiale sta cambiando anche le truffe, leggi come riconoscere le immagini generate dall’AI.

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